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Scadenza o “da consumarsi preferibilmente entro”: che differenza c’è

Revisione: 2 ottobre 2026 · Lettura: 4 minuti

In breve

“Da consumarsi entro” è la data di scadenza: riguarda alimenti molto deperibili e, passata quella data, non vanno più mangiati. “Da consumarsi preferibilmente entro” è il termine minimo di conservazione (TMC): indica fino a quando il prodotto mantiene le sue caratteristiche, e dopo quella data può aver perso qualità senza che questo sia, di per sé, un problema di sicurezza.

1. Le due diciture e cosa vogliono dire

La Commissione europea la riassume così: la dicitura sulla scadenza riguarda la sicurezza, quella sul termine minimo riguarda la qualità. Per questo i due casi si trattano in modo diverso a casa.

2. Prodotti con la scadenza: la data è un limite

Carne e pesce freschi, latticini freschi, piatti pronti refrigerati e simili riportano “da consumarsi entro”. Se la data è passata, non mangiarli, anche se l'odore e l'aspetto sembrano normali: i microrganismi che causano problemi non sempre si vedono né si sentono.

Se pensi di non riuscire a usarli in tempo, la soluzione non è aspettare l'ultimo giorno ma agire prima: l'agenzia britannica per la sicurezza alimentare (FSA) indica che si può congelare un alimento fino alla mezzanotte del giorno di scadenza. Trovi i dettagli nella guida su come congelare gli alimenti in sicurezza.

3. Prodotti con il termine minimo: la data è un'indicazione di qualità

Pasta, riso, farine, biscotti, conserve, spezie e molti altri prodotti a lunga conservazione riportano “da consumarsi preferibilmente entro”. Dopo la data il produttore non garantisce più che le caratteristiche restino quelle dichiarate, ma il prodotto non diventa automaticamente inadatto al consumo.

Prima di buttarlo, controlla:

4. Perché conta: gran parte dello spreco nasce da qui

Secondo uno studio della Commissione europea del 2018, fino al 10% dei rifiuti alimentari generati ogni anno nell'Unione è legato alla indicazione della data. La stessa Commissione osserva che i consumatori europei capiscono poco la differenza tra le due diciture: ed è il motivo per cui prodotti ancora buoni finiscono nella spazzatura.

5. Dopo l'apertura vale la dicitura sulla confezione

Le date stampate valgono per la confezione chiusa e conservata correttamente. Quando la apri, la data che conta può essere un'altra, ad esempio “dopo l'apertura conservare in frigorifero e consumare entro 3 giorni”. Quando un prodotto ha entrambe le indicazioni, vale quella più vicina.

Un limite da ricordare: questa guida è un'indicazione generale e non sostituisce le istruzioni in etichetta né il buon senso. Nel dubbio su un alimento deperibile, non consumarlo.

Le due date, sempre davanti a te

In Shelfy registri la scadenza di ogni prodotto e la lista mette in cima quelli che scadono prima, con un promemoria prima del giorno. Quando apri una confezione puoi segnarlo: la scadenza dopo l’apertura viene considerata insieme a quella stampata.

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Fonti

  • Ministero della Salute, Etichettatura: definizioni di data di scadenza e termine minimo di conservazione, divieto di vendita dopo la scadenza.
  • Commissione europea, Date marking and food waste: “use by” per la sicurezza, “best before” per la qualità; studio 2018 sul 10% dei rifiuti alimentari legato alle date.
  • Food Standards Agency (Regno Unito), How to chill, freeze and defrost food safely: congelare fino alla mezzanotte della data “use by”.
  • Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (richiamato dal Ministero della Salute).

Ultima revisione dei contenuti: 2 ottobre 2026.

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